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IL SETTORE ENERGETICO OGGI IN ITALIA E NEL MONDO

Un cittadino italiano oggi consuma in media all'anno, direttamente od indirettamente, una quantità di energia equivalente a 24 barili di petrolio, mentre agli inizi del '900 ne consumava una quantità equivalente a 2 barili.

Quasi ovunque nel mondo aumenta la richiesta di energia poichè aumenta vertiginosamente la popolazione, nei paesi in via di sviluppo, e migliora la qualità della vita, soprattutto in quelli tecnologicamente più avanzati. Basti pensare che, solo negli ultimi 20 anni, la popolazione mondiale è cresciuta di 1,2 miliardi di unità e che nei prossimi dieci anni, in Cina ed India, il consumo di energia raddoppierà. Tutto ciò farà inevitabilmente "schizzare" sempre più in alto il costo del petrolio, che ha già raggiunto livelli difficilmente sopportabili per le tasche di molti cittadini.

In un breve scorcio di storia la nostra società sta quindi bruciando ciò che la natura ha creato in centinaia di milioni di anni. Si calcola infatti che le riserve di petrolio attualmente disponibili siano mille miliardi di barili e che, considerando l'attuale trend di crescita dei consumi energetici, queste potrebbero esaurirsi in meno di 30 anni.

Il progresso tecnologico ha certamente contribuito in modo rilevante all'incremento della qualità della vita degli uomini, ma il prezzo da pagare a questo modello di sviluppo si sta rivelando molto salato!

In Italia poi la situazione è più delicata che nel resto del mondo. Il nostro Paese, infatti, dipende dall'estero per l'86% dell'energia che consuma e la mancanza di fonti energetiche autonome fa si che il costo del kilowattora sia da noi il più alto d'Europa: 5,7 centesimi di euro contro i 2,5 dell'Inghilterra, i 2,9 di Germania e Francia ed i 3,4 della Spagna (circa il doppio della media dei paesi europei più industrializzati!).

Da questo quadro d'insieme emerge con forza che il futuro del nostro pianeta non potrà che passare per l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, quali l'idroelettrica, l'eolica, la geotermica, e soprattutto la solare. Ciò dovrà essere fatto anche per evitare di sostenere tutti quei "costi invisibili" che lo sfruttamento delle fonti di energia fossile si porta inevitabilmente dietro, ma che troppo spesso non vengono considerati nel computo totale dei costi energetici, come per esempio i costi dovuti al cambiamento del clima, all'inquinamento dell'acqua e dell'aria, ai disastri ambientali (per es. l'affondamento di petroliere), alle stragi nelle miniere o alla silicosi dei minatori (per l'estrazione del carbone), alle guerre per l'accaparramento dei giacimenti di petrolio.

I raggi solari, in particolare, non costano nulla e l'Italia, a giusta ragione definita "il paese del sole", deve fortemente puntare sullo sfruttamento di questo enorme dono che "madre natura" le offre (valori medi di insolazione giornaliera quasi doppi - al Sud dello Stivale - rispetto al Nord d'Europa).

Per concludere, è interessante notare che, nella nostra penisola, nel computo totale del consumo energetico abitativo, soltanto il  2% serve all'illuminazione, il 5% per cucinare e per gli elettrodomestici, il 15% per il rifornimento di acqua calda e ben il 78% per il riscaldamento degli edifici. Se poi si dispone di un impianto di climatizzazione estiva, si deve aggiungere un 25% in più di consumi energetici.

Quindi, è intervenendo in quest'ultimo settore con gli strumenti che la moderna tecnologia ci offre (riscaldamento a pavimento, impianti solari termici, impianti solari fotovoltaici, infissi a doppio vetro, pannelli isolanti per la coibentazione delle pareti e del pavimento...) che si possono abbattere in modo considerevole i costi energetici e contribuire al rispetto del nostro delicato ecosistema!

Oggi poi, grazie agli incentivi fiscali, fare ciò, risulta molto più conveniente che in passato, perciò, acquistare un impianto solare per la produzione di energia elettrica o termica, piuttosto che istallare un impianto di riscaldamento a pannelli radianti, può configurarsi come un ottimo investimento a breve termine.

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